Annamaria Palummo rieletta al consiglio nazionale

Il XXVI Congresso Nazionale della storica Associazione, svoltosi a distanza, ha riconfermato Mario Barbuto nella carica di Presidente Nazionale e dato forma al nuovo consesso, nel cui ambito l’ex presidente della Sezione calabrese potrà proseguire il percorso iniziato cinque anni addietro.
Annamaria Palummo rieletta al Consiglio Nazionale UICI: “Inizia un quinquennio da vivere con determinazione, abnegazione, entusiasmo”
Da Cosenza
Un risultato di rimarchevole rilevanza, valicante l’ambito associativo in cui esso è maturato: la dottoressa Annamaria Palummo è stata eletta nuovamente al Consiglio Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Un successo personale che è anche e soprattutto un successo per la Calabria, costruito con passione e impegno dall’ex Presidente della Sezione Regionale, la quale potrà così proseguire il proprio percorso, iniziato un lustro addietro; percorso i cui orizzonti si allungheranno nel quinquennio che si sta aprendo, degnamente inaugurato dal XXIV Congresso, quello del Centenario. Sarà un quinquennio intenso, alla luce delle tante e difficili sfide che l’UICI, guidata dal riconfermato Presidente Nazionale Mario Barbuto, si troverà ad affrontare, come sempre, del resto: certamente, la dottoressa Palummo saprà dare il proprio contributo di competenza ed esperienza in seno al prestigioso consesso, assieme a cui cammina da tanti anni. Anni di sacrifici e risultati, di dialettica e intese, di lotte e vittorie: anni che si arricchiranno di nuovi obiettivi, di nuove idee, di nuove emozioni. “A conclusione dei lavori afferenti al XXIV Congresso dell’UICI, il Congresso che ha celebrato il nostro primo Centenario, voglio ringraziare – ha affermato la Palummo – coloro i quali hanno ritenuto che la mia presenza in Consiglio Nazionale fosse utile alla nostra causa, al nostro sogno. Intendo palesare espressioni di gratitudine sincera, che rivolgo alla delegazione calabrese e agli amici sparsi in tutta Italia, che mi conoscono, con cui ho già lavorato e a cui sono accomunata da una convinzione: insieme è possibile iniziare un percorso nuovo, peraltro già tratteggiato nel Congresso, partendo da una prospettiva orientata all’accessibilità, all’utilizzo delle nuove tecnologie, al multimediale, che spalanca la nostra esistenza su un mondo virtuale sempre più reale. Un mondo tanto imperante e tanto necessario, soprattutto in questa fase emergenziale legata al Covid; un mondo che ci offre la possibilità di abbattere ogni tipo di barriera comunicativa e che, attraverso software accessibili, consente a ipovedenti e non vedenti di entrare a pieno titolo, e con pieno diritto, nei sistemi culturali, professionali, lavorativi, mediatici e, come nel nostro caso, anche associativi: consideriamo, al riguardo, questo Congresso, che, svoltosi, per l’appunto, a distanza, ha offerto alla platea sociale la dimostrazione della nostra efficienza, della nostra competenza, della nostra capacità di stare al passo con i tempi, anzi, nello specifico, anche in anticipo sui tempi, almeno per quanto riguarda il nostro Paese. Poi voglio evidenziare un altro aspetto: durante il Congresso abbiamo confutato quella diceria inerente a un presunto settarismo corporativo con cui spesso veniamo etichettati, di più, dipinti, come se fossimo un’associazione che tutela solo i diritti dei ciechi e degli ipovedenti: una narrazione, questa, totalmente falsa, essendo noi, come UICI, con le nostre buone prassi, impegnati a costruire la nostra presenza, il nostro impegno, la nostra competenza in ogni settore della società, camminando verso un sistema inclusivo, aperto a tutti i disabili e anelante a un’elevazione complessiva, non solo morale, del contesto immanente. Una meta, questa, che passa dal dialogo con le istituzioni, dai nostri tavoli tecnici al Miur e alla Salute, dall’attenzione verso le Attività Produttive e, soprattutto, dalla consapevolezza, delle succitate istituzioni, rispetto alla nostra vocazione a creare azioni rispondenti alle esigenze e ai bisogni delle persone che da sole non potrebbero fare un certo tipo di percorso nella conquista e della difesa dei propri diritti. Sì, questo Congresso ha costituito un passaggio importante nell’ambito del nostro riconoscimento e della nostra legittimazione esterna: una legittimazione che ci rende felici, che ci carica di responsabilità, che ci farà vivere – ha concluso la Consigliera Nazionale – il quinquennio che va a principiare con determinazione, con abnegazione, con entusiasmo, al servizio esclusivo della nostra amata UICI!”.
Insomma, Congratulazioni! E buon lavoro!

Pierfrancesco Greco

La dottoressa Annamaria Palummo

La dottoressa Annamaria Palummo

Posted in News | Leave a comment

Riflessioni del consigliere nazionale Annamaria Palummo sul centenario

26 ottobre 1920 – 26 ottobre 2020
100 Anni di UICI, 100 Anni di Futuro

100 Anni! Oggi facciamo 100 Anni! Oggi la nostra UICI fa 100 Anni. Avevamo immaginato, anche fantasticato in merito alle celebrazioni di tale ricorrenza, alla loro solennità, alle emozioni che esse avrebbero suscitato nel nostro cuore, nel nostro animo; emozioni e orgoglio, senza dubbio. A lungo abbiamo cercato di delineare i contorni di questo giorno: certamente, i contorni che avevano vergato le nostre aspettative erano decisamente dissimili da quelli ombrosi che oggi si svelano al nostro albeggiare. Già, stamani i contorni di festa, della nostra festa, sono posti in ombra da questa emergenza sanitaria… Sembra una beffa del destino, una iattura… e lo è, non tanto per il nostro Centenario, ma soprattutto alla luce delle rovinose conseguenze che tale dramma sta generando in ogni ambito della nostra vita. Sì, è un dramma: un dramma che ci sta mettendo alla prova, che ci sta opprimendo, che ci sta condizionando. Ma è un dramma che ci sta temprando, che ci sta fortificando, che ci sta mettendo in condizione di dare il meglio di noi stessi. Ecco: dare il meglio di noi stessi… Nello scrivere ciò, mi viene naturale pensare all’UICI. Sì, perché anche noi, come Unione, abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi nelle difficoltà: diede il meglio di sé Nicolodi, riuscendo a dare rappresentanza e dignità a una categoria fino ad allora ghettizzata, esclusa, ignorata; diedero il meglio del loro essere i suoi collaboratori, i suoi successori, i vari dirigenti locali, rendendo presente e forte l’Unione anche in zone, come la mia Calabria, particolarmente “difficili”, nei tempi lontani, contestualmente alla sedimentazione di valori quali l’inclusione e l’integrazione; abbiamo dato il meglio pure noi, nei tempi più recenti, nel consolidare l’attività dell’UICI in maniera capillare su tutto il territorio nazionale, regalando, in un epoca sovente segnata da pulsioni orientate a mettere in discussione conquiste civili e diritti intangibili, nuove speranze, nuove opportunità, nuove prospettive, in definitiva, un nuovo futuro alle nostre sorelle e ai nostri fratelli Ciechi e Ipovedenti. Sì, l’UICI ha regalato il futuro a noi non vedenti: ci ha indicato la strada per la piena realizzazione, individuale e categoriale; l’UICI è stata l’energia che ha alimentato e alimenta la luce sul nostro cammino nel mondo. Un cammino che continuerà, anche nelle situazioni più difficili, anche in questa emergenza, che supereremo presto, insieme. Ecco, vien da pensare che la celebrazione del nostro centenario, oggi, nel mezzo di un momento così arduo, debba indurci a focalizzare con più determinazione e fierezza l’attenzione sulla storia, sulla mission, sul senso della nostra presenza nella società italiana: fronteggiare e superare ogni avversità, con tenacia, con coraggio, anche con entusiasmo. Sì, questo centenario, in questo momento storico, costituisce una nuova opportunità per noi: l’opportunità di ripartire, una volta terminata questa emergenza, con nuovo slancio verso le sfide che ci riserverà il futuro, disegnando il nostro Futuro. Del resto, per 100 Anni, l’UICI è stata questo: il Futuro, per coloro ai quali, troppo a lungo, tale prospettiva è stata messa in ombra dal pregiudizio e dal timore del buio. Da 100 Anni questo buio non è più pregiudizialmente invasivo e ottenebrante nel senso comune del consesso sociale; da 100 Anni questo buio non fa più paura; da 100 Anni c’è la luce; da 100 Anni l’UICI è il Futuro. Non solo il nostro! E sarà così anche nei prossimi 100 Anni.
AUGURI A TUTTI NOI!
AUGURI di Cuore, cara UICI!

Cosenza, 26 ottobre 2020

Dottoressa Annamaria Palummo
Consigliere Nazionale UICI

Posted in News | Leave a comment

Un francobollo per il centenario, per la storia, per l’identità

Questa mattina, presso la Sede genovese di Poste Italiane, si è svolta la cerimonia relativa all’emissione celebrativa, a cui ha partecipato, in collegamento dalla Sede Nazionale dell’Associazione, il Presidente Nazionale Mario Barbuto.

UICI, un francobollo per il Centenario, per la Storia, per l’Identità

Di Pierfrancesco Greco

I francobolli costituiscono una parte rimarchevole dell’identità di un Paese, di una Nazione, di una Comunità, di una Categoria: il francobollo è un compendio di Storia, di Cultura, di Arte, di Costume. Ecco perché l’emissione di un francobollo è sempre un evento di grande rilevanza, ancor di più se un’emissione è afferente a una ricorrenza importante, storica, veicolante valori solidali e inclusivi: ebbene la celebrazione dei primi 100 Anni di un’associazione come l’UICI è una ricorrenza avente tali crismi; ed è una ricorrenza che cade oggi, a un secolo esatto dalla fondazione dell’Associazione, avvenuta, grazie all’opera e alla personalità di Aurelio Nicolodi, ex ufficiale del Regio Esercito a cui la Grande Guerra portò via la vista, il 26 ottobre del 1920, a Genova, città ove stamattina, presso la Sede di Poste Italiane, si è svolta la cerimonia di annullo del francobollo, a cui ha partecipato, in collegamento dalla Sede Nazionale dell’UICI, in Roma, il Presidente Nazionale Mario Barbuto, massimo rappresentante dei non vedenti italiani, per i quali questo francobollo andrà certamente a rivestire quella funzione identitaria di cui si diceva prima. Durante la cerimonia è stata anche mostrata la cartellina contenente il francobollo, al cui interno si troverà la riproduzione grafica della carta valore in questione, con una breve didascalia sulla storia dell’UICI; il tutto riportato, ovviamente, in Braille, per dare ai protagonisti di questa ricorrenza la possibilità di cogliere le caratteristiche e le peculiarità di un’emissione destinata a entrare nella Storia, non solo dell’UICI, oltre che ad assurgere a punto di riferimento per gli appassionati di filatelia. “Il francobollo – ha spiegato la dottoressa Annamaria Palummo, Consigliere Nazionale dell’UICI – rappresenta un occhio stilizzato che vuole guardare al futuro, che è proiettato sul domani: la sua emissione va al di là della pregevolezza visiva e del valore filatelico in essa insita, assumendo, piuttosto, il significato proprio di un viatico positivo, di un messaggio ottimistico, rispetto al momento che il mondo sta vivendo. In particolare, tale iniziativa, promossa da Poste Italiane, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Economico e in sinergia con l’UICI, rende onore e merito alla forza, alla resistenza, alla capacità rappresentativa di un sodalizio che è riuscito a proiettare i ciechi e gli ipovedenti nella dimensione della Cittadinanza attiva, dell’Autonomia, della Libertà!” Una dimensione che troverà nel francobollo emesso poco fa una pietra miliare: una pietra miliare di aulica bellezza e incommensurabile valore morale, in un percorso di progresso sociale, di crescita culturale, di elevazione globale.

Posted in News | Leave a comment