Successo per i soggiorni estivi riabilitativiIRIFOR Calabria

Conclusi i soggiorni estivi riabilitativi IRIFOR Calabria dedicati agiovani ciechi e ipovedenti, con percorsi su autonomia, mobilità,tecnologie assistive, intelligenza artificiale, espressione,gestione delle emozioni e sostegno alle famiglie
Si sono conclusi i
soggiorni estivi riabilitativi IRIFOR Calabria
, promossi dalla
Presidenza Nazionale dell’IRIFOR
e sostenuti dall’attività organizzativa del
C.d.A.Regionale dell’IRIFOR Calabria
, guidato dal presidente
Pietro Testa
. Le iniziativehanno proposto un programma rivolto a persone con
disabilità visiva e minorazioniaggiuntive
, con l’obiettivo di sviluppare autonomia e competenze e, allo stesso tempo,offrire occasioni di socialità e supporto alle famiglie.
Tecnologie assistive, percorsi tecnico-specialistici, attività motorie e momenti dedicati alladimensione emotiva hanno composto un modello riabilitativo articolato, svolto all’internodi una struttura turistica e pensato per intervenire su diversi aspetti della vita quotidiana.
Il primo soggiorno, rivolto a
giovani ciechi e ipovedenti
, si è svolto dal
18 al 25luglio
sotto il coordinamento di
Luciana Loprete
. La settimana è stata organizzatacome un percorso intensivo sull’autonomia personale e sulla crescita individuale,attraverso attività di
orientamento e mobilità, autonomia personale,tifloinformatica, nuoto, laboratori musico-linguistici
e incontri sull’educazioneaffettiva e sulla gestione delle emozioni.
Per le competenze digitali, il docente di tifloinformatica
Gianluigi Melina
haaccompagnato i partecipanti nell’utilizzo di strumenti e applicazioni accessibili. Ilprogramma ha compreso l’uso dello smartphone, la gestione della posta elettronica e leprocedure per ottenere
SPID e Carta d’Identità Elettronica
. Una parte specifica èstata dedicata anche alle tecnologie basate sull’
intelligenza artificiale
, tra cui gli
occhiali Ray-Ban Meta
, presentati come strumenti utili all’inclusione nei contestiscolastici, sociali e lavorativi.
Sul fronte dell’autonomia negli spostamenti e nelle attività quotidiane è intervenuta
Clotilde Putti
, istruttrice di Orientamento, Mobilità e Autonomia Personale. Il lavoro hariguardato l’utilizzo corretto del
bastone bianco
, gli spostamenti in sicurezza e lagestione autonoma dei pasti.
Gli aspetti psicologici sono stati affidati al
dottor Maurizio Leuzzi
, psicologo esessuologo, che ha curato incontri sull’
educazione affettiva
, sulla prevenzione delledipendenze relazionali e sulla gestione delle emozioni. La componente creativa ha trovatospazio nel laboratorio musico-linguistico condotto dalla maestra
Karol Grazia Mascaro
,finalizzato a stimolare memoria, coordinazione e capacità comunicative.
L’attività in acqua è stata invece guidata dall’istruttore non vedente
Roberto Crocco
, lacui esperienza professionale ha accompagnato i partecipanti nel percorso natatorio.
Un secondo soggiorno è stato dedicato, dal
22 al 29 agosto
, ai
giovani ciechi eipovedenti con pluridisabilità
. Il modulo, coordinato da
Sabrina Stuppino
, hacoinvolto direttamente anche i genitori, trasformando la permanenza in un’esperienzacondivisa tra ragazzi, famiglie e operatori.
Il programma motorio è stato adattato alle esigenze dei partecipanti. La professoressa
Luisa Elitro
ha seguito le attività di nuoto e acquaticità, mentre l’istruttrice
MariaIsabella Aiello
si è occupata dell’orientamento e della gestione dei gesti quotidiani,lavorando sullo sviluppo dell’autonomia motoria e spaziale.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla dimensione emotiva. La dottoressa
Consuelo Manganaro
ha condotto un laboratorio tattile-sensoriale dal quale sono nati il
“Passaporto delle Emozioni”
e la
“Scatola delle Emozioni”
. A questo percorso si èaffiancato il sostegno psicologico della
D.ssa Alessandra Templorini
, rivolto sia aigiovani ospiti sia ai loro nuclei familiari.
La permanenza ha inoltre previsto la partecipazione alle attività ricreative organizzate dal
villaggio turistico
che ha ospitato il soggiorno. I ragazzi hanno preso parte agli eventiserali, agli spettacoli e al
talent show
della struttura.
Un’attenzione specifica è stata riservata anche ai genitori. In alcune serate gli operatorihanno assunto in via esclusiva la gestione dei ragazzi, permettendo alle famiglie didisporre di momenti di effettivo sollievo assistenziale e di ritagliarsi uno spazio diserenità.
La conclusione del soggiorno è stata accompagnata dalla
consegna degli attestati dimerito sul palco del villaggio
. A chiudere l’esperienza è stata richiamata una frase di
Helen Keller
:
“Le cose migliori e più belle della vita non possono essere viste enemmeno toccate. Devono essere sentite con il cuore.”

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