Interagire con l’ambiente circostante passando attraverso percorsi tattili per non vedenti, anche tramite l’utilizzo di tecnologie dell’informazione, è stato sempre un obiettivo dei non vedenti: oggi è sempre più vicino e realistico. Parlo, in particolare, di un sistema che offre un supporto concreto alla ricerca applicata delle tecnologie assistive. Una tecnologia sviluppata per la comunicazione con l’ambiente, con particolare attenzione per le persone non vedenti.
L’aspetto macroscopico non è però l’unico: contano anche gli elementi presenti nella mattonella del percorso tattilo-plantare vocalizzato e inseriti nel sistema d’informazione, come illustreremo più avanti. Posizionare una pavimentazione ‘intelligente’, in grado di comunicare con un bastone elettronico, è ormai una procedura sistematica basata su una ricerca che è maturata in anni di studi: la tecnologia, la ricerca e l’industrializzazione sono entrate nel mondo dei non vedenti e consentono di studiare anche nuove strade e direttrici di applicazione.
Una parte preponderante è svolta dai nuovi materiali: si ricercano i più adatti al tipo di performance richiesta in ambito urbano e non. Ma se le pavimentazioni per non vedenti diventassero dei veri prodotti ipertecnologici, con sensori e altre diavolerie scientifiche ‘nascoste’ tra gli ausili? Gli usi che si potrebbero fare con la tecnologia inserita direttamente nelle mattonelle aprono scenari nuovi e impensabili sull’autonomia e mobilità.
Si potrebbe pensare, ad esempio, di consentire alle persone con difficoltà visive di muoversi con meno condizionamenti rispetto alle regole che valgono per i normodotati che praticano gli spazi fruendo di tutti i servizi. Queste domande e attese sono una realtà non più lontana di quanto sembri. Infatti, una onlus come l’Unione Italiana dei Ciechi ed ipovedenti, con l’aiuto del sistema Sesamonet (SEcure and Safe Mobility NETwork) – nato da uno studio scientifico condotto dal Joint Research Centre della Commissione Europea – sviluppato e integrato grazie agli studi della commissione e dell’Unione stessa, ha consentito di inserire il sistema nel percorso tattile Vettore.
Si tratta del primo percorso vocalizzato al mondo per non vedenti dotato di tecnologie e sensori. La fantasia e l’ingegno creativo dei ricercatori, supportato dal bisogno delle persone con difficoltà sensoriale, hanno creato questo impianto vocalizzato e provvisto di una guida interattiva e dinamica che risponde alle direttrici dei trasponder passivi (emettitori di segnale in risposta a un altro segnale inviato dal bastone elettronico, ndr), che sono privi di alimentazione elettrica. Il loro funzionamento è basato su un emettitore monocristallino, una particella di silicio che viene trasformata in una mini-centrale di emissione, che permette di innescare procedure di decodifica e, quindi, di trasformare il segnale in voce. Un bastone bianco elettronico funge da antenna di captazione e trasmissione di dati al cellulare, mentre una banca dati emette in voce i dati interpretati.
Grazie a queste ricerche nelle pavimentazioni del Vettore, che hanno tutto l’aspetto di un normale percorso per non vedenti, sono stati installati questi sensori di trasmissione, i quali – in corrispondenza di ogni mattonella e a ogni passaggio – inviano un segnale identificativo. In base alla loro localizzazione il non vedente può capire la direzione del movimento nello spazio che lo circonda, le trasformazioni ambientali adiacenti e la distanza di arrivo. Una banca dati fornisce, invece, le varie mappature dei luoghi vocalizzati: aeroporti, stazioni ferroviarie, metropolitane, Musei, centri abitati, università, ecc. Ma non finisce qui! Il sistema inolte possiede la potenzialità di attivare in automatico i sistemi semaforici, con la richiesta di attraversamento tramite il verde pedonale. Quindi, una voce sintetica guida la persona al suo attraversamento stradale, definendo in tempo reale gli intervalli e le traiettorie di attraversamento. In conclusione, si può dire che un’evoluzione dinamica degli spazi non produce più barriere e ostacoli spaziali, ma integra e produce sviluppi conoscitivi nelle persone che hanno un deficit visivo.
In un futuro non lontano il bastone elettronico sarà multifunzione e ‘parlante’.
Di Arch. Giuseppe Bilotti
Scarica lo schema del funzionamento del vettore evolution (in PDF)


