Pubblichiamo l’articolo di Marta Ghelli sull’attività subacquea praticata dai disabili visivi, pubblicato il 3 maggio us nell’edizione regionale del quotidiano Calabria Ora.
L’integrazione passa dal mare. Il viaggio sottomarino dei sub non vedenti tornati dal Mar Rosso.
PAOLA (CS) Si parla spesso di integrazione, di pari opportunità, di fruibilità di servizi da parte dei disabili, ma poi tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E questa volta si può dire in tutto e per tutto che ci sia di mezzo il mare.
È da più di dodici anni, infatti, che molti non vedenti provenienti da ogni parte d’Europa si recano in Calabria e più precisamente a Paola per fare splendide immersioni in un mare che può essere considerato tra i più belli in Italia.
Parlando con molti di loro si scopre che hanno iniziato per gioco, alcuni hanno abbandonato subito la nuova esperienza, ma altri hanno proseguito su questo nuovo cammino e alcuni di loro sono diventati persino istruttori. Sì proprio così, istruttori.
Molti si sono certamente chiesti se come sia possibile che un disabile visivo possa essere un buon istruttore di subacquea, ma solo osservando questi ragazzi mentre fanno lezioni si può capire realmente. Sono loro che insegnano ad altri disabili, tecniche, comportamenti da seguire in acqua.
Il progetto, denominato Campo Poseidon International, partorito dalla collaborazione con la sezione cosentina dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, è stato fortemente voluto dal professor Piero Greco, instancabile presidente dell’Associazione Gruppo Subacqueo Paolano Onlus, ed è proprio lui il padre della didattica e di tutti i segnali tattili che servono ai sommozzatori disabili in acqua.
Oggi quei ragazzi hanno avuto anche la possibilità di fare viaggi e immersioni in giro per il mondo. Un gruppo di cinque giovani disabili visivi è appena tornato da un meraviglioso viaggio sul mar Rosso. Raccontano che sia stata un’esperienza fantastica.
Come qualsiasi altro sommozzatore in giro per il mondo hanno potuto immergersi nel fantastico mare egiziano. Hanno toccato coralli, conchiglie e qualcuno di loro ha persino tentato di afferrare il pesce pagliaccio, pesce che tutti i bimbi del mondo conoscono con il nome di Nemo.
Un’immersione è sempre un mondo nuovo, sarebbe bello toccare tutto ma spesso non è possibile. I sommozzatori disabili durante le loro immersioni hanno sfiorato pietre levigate dall’acqua, pesci, spugne di ogni forma e colore e perché no hanno toccato con attenzione anche qualche riccio di mare.
I ragazzi sono tornati da questa vacanza con il sorriso sulle labbra e con la gioia di aver potuto conoscere lo splendido mondo sommerso. Hanno avuto, persino, la possibilità di fare un’immersione in corrente, era l’acqua a trascinarli e loro si sentivano certamente liberi da ogni vincolo.
Quest’anno il Campo Poseidon dedicato ai non vedenti rischia di non essere attivato, per i soliti motivi di denaro. Si spera che chi di dovere decida di finanziare questo splendido progetto: i ragazzi non reclamano di certo l’elemosina, ma chiedono solo di poter realizzare il loro sogno di immergersi insieme ad altri giovani disabili che desiderano avvicinarsi a questo fantastico mondo.
Le emozioni che i non vedenti provano sott’acqua sono indescrivibili, inenarrabili, si deve scendere in acqua per capire.
Speriamo che il Campo Poseidon possa proseguire il suo percorso anche nel 2011: per il valore e l’unicità il progetto è da sempre un fiore all’occhiello per la regione Calabria, una terra troppo poco conosciuta e troppo spesso bistrattata.
Buone immersioni a tutti!
(Fonte: di Marta Ghelli, Calabria Ora del 3 maggio 2011)


